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Carlo Ratti

L’Estensione

“Le reti sono diventate il sistema nervoso delle metropoli. La grande novità consiste nella capacità di lavorare in modo dinamico, di progettare edifici e città vivi, in sintonia con cittadini che abitano una civiltà interconnessa.”

È l’urbanista più tecnologico del mondo. Poliedrico per formazione, cosmopolita per vocazione, Carlo Ratti ha un’ambizione: rendere le città più intelligenti. Sogna un architettura dinamica e flessibile, metafora culturale dei nostri tempi. È convinto che la dimensione digitale vada incorporata nella costruzione materiale e che le modalità operative di internet rappresentino una sfida per i progettisti contemporanei.

CHI È CARLO RATTI

Carlo Ratti nasce a Torino nel 1971. Studia ingegneria tra il Politecnico di Torino e l'École nationale des ponts et chaussées a Parigi, per poi conseguire un phd di architettura e ingegneria a Cambridge. A soli trentanove anni dirige un laboratorio al MIT (Massachusetts Institute of Technology) che si occupa di come le nuove tecnologie cambiano il modo di  progettare le città. Una squadra interdisciplinare formata da una quindicina di persone: architetti, designer, ingegneri, informatici e sociologi. Nel 2002 fonda Carlo Ratti Associati, studio di progettazione con base a Torino, considerato alla Biennale di architettura di Venezia 2004 uno dei migliori in Italia. Tra i suoi lavori ci sono le mille case anti tsunami in Sri Lanka. Nel 2007 il Ministero della Cultura lo sceglie per partecipare al Concilio Italiano di Design, un organo consultivo composto dai migliori designer italiani.

La sua idea è progettare città interagenti, in sintonia con i cittadini fondendo il materiale con l’immateriale. Le persone vivono oggi una realtà interconnessa e percepiscono il digitale come estensione della propria esistenza fisica. Così, per l’Expo 2008 di Saragozza, Ratti presenta il Digital Water Pavillon: un edificio con pareti fatte di acqua intelligente dando vita ad un ambiente architettonico altamente interattivo. Durante la settimana della moda di Milano, nel 2008, presenta in collaborazione con il paesaggista francese Patrick Blanc un area outdoor glass-and-green del Trussardi Cafè.  Sempre nel 2008 assieme al suo gruppo di urbanisti digitali di Boston, presenta il progetto New York Talk Exchange. L’opera traccia e visualizza le connessioni telefoniche di New York con il resto del mondo utilizzando i sensori dei telefonini. In Italia Ratti porta avanti progetti civici di natura consultiva, come il Progetto Collegium dedicato alla riforma delle università europee ed il Comitato Valdo Fusi per il rinnovo di una piazza nel centro di Torino. E’ suo The Cloud, uno dei progetti candidati a rappresentare le Olimpiadi del 2012 di Londra.

Oggi insegna presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston, USA, dove dirige il MIT Senseable City Lab. La rivista Esquire lo ha inserito tra i “Best & Brightest”, Forbes tra i “Names You Need to Know”[3] e Wired nella lista delle “50 persone che cambieranno il mondo”. Fast Company lo ha nominato tra i “50 designer più influenti in America” e Thames & Hudson tra i “60 innovators shaping our creative future”. Due tra i suoi progetti – Digital Water Pavillion e Copenhagen Wheel – sono stati inclusi nella lista delle “Migliori invenzioni dell'anno” dalla rivista Time (2007 e 2014). Sempre nel 2014, Copenaghen Wheel ha anche vinto il prestigioso premio Red Dot: Best of the Best.

INTERVISTA CON PATRIZIO PAOLETTI

INTERVISTA DAL BACKSTAGE

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