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Come rendere concreto un valore. Saverio Murgia a 21 Minuti


Ne sentiamo parlare tutti i giorni, ma come è possibile dare sostanza a un valore come l’inclusione? E, più in generale, come possiamo oggi rendere concreti valori di vitale importanza per la nostra società e il nostro futuro? L’esperienza di Saverio Murgia, ingegnere robotico e fondatore di Horus Technology, può rappresentare un ottimo esempio di come sia possibile rispondere a un bisogno concreto della nostra società - in questo caso l’inclusione - attraverso l’innovazione. Ospite a 21 Minuti nel 2015, Saverio Murgia ha raccontato il processo che ha guidato lui e il suo team di lavoro partendo dal domandarsi quante persone non vedenti vivono in Italia.


Rispondere a un quesito del genere non è facile perché, purtroppo, quando costruiamo e progettiamo il mondo che ci circonda escludiamo automaticamente chiunque non sia “normodotato”. La difficoltà per queste persone di accedere agilmente ai servizi che non presentano per noi alcuna difficoltà rende queste persone invisibili ai nostri occhi.


La ricerca di Murgia e dei suoi collaboratori si è concentrata proprio sulla possibilità di creare uno strumento che desse la possibilità a chi non vede di interagire con un mondo reso accessibile tramite uno strumento chiamato Horus. Si tratta di un dispositivo indossabile, una sorta di assistente personale (per usare le sue stesse parole), che può vedere l'ambiente circostante e tradurlo in suoni, restituendo la possibilità di fruire del mondo nella stessa maniera in cui ne fruiscono i vedenti. In questo modo, le persone non vedenti, o ipovedenti, possono riacquistare autonomia e indipendenza.





L’idea per realizzare Horus nasce proprio dall’esperienza di una persona non vedente che ha condiviso con Murgia la sua tecnica per orientarsi nello spazio. Ed è proprio della condivisione di esperienze e saperi che si nutre la ricerca di Murgia che ha utilizzato il suo know how tecnico per comprendere e tradurre in uno strumento tecnologico una delle tecniche che usano i non vedenti per orientarsi. Da qui in poi, l’esperienza è continuata in un processo di co-creazione con gli utenti, realizzando progressi insieme a chi è destinato a trarre benefici dal dispositivo. Murgia e i suoi collaboratori si sono avvicinati ai non vedenti, parlando con loro, avvicinandosi alle loro emozioni, capendo ogni giorno di più quale sarebbe stato l'impatto che le creazioni tecnologiche avrebbero avuto sulla vita non solo di chi ne avrebbe fruito in prima persona, ma anche di chi vive loro accanto. Perché la portata rivoluzionaria di uno strumento come Horus impatta su tutta la società.


L’esperienza raccontata da Murgia a 21 Minuti esprime a pieno l’idea che la condivisione dei saperi è fondamentale per trovare soluzioni sostenibili a problemi di grande scala di cui spesso ciascuno di noi, preso singolarmente, non ha nemmeno percezione. E l’obiettivo di 21 Minuti è proprio questo: connettere insieme saperi e visioni per presentare un modello di vita capace di alimentare un nuovo modo di pensare, di vivere e di essere.


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