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Apprendere la capacità di narrazione che trasforma la vita: Erin Gruwell e i Freedom Writers


Erin Gruwell, ospite di 21 Minuti nel 2009, è un’insegnante che ha rivoluzionato la vita di migliaia di ragazzi grazie all’educazione alla narrazione che trasforma la vita.


Inizia la sua carriera di insegnante nel 1994 alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, con una classe di adolescenti in una condizione di grave povertà educativa, una classe in cui gli episodi di bullismo grave – e le invettive contro di lei – sono all’ordine del giorno. Erin Gruwell non si scoraggia e nel giro di un anno scolastico riesce a ribaltare completamente la situazione, dando vita ad un movimento tuttora in crescita con migliaia di partecipanti, grazie ad una strategia educativa basata sul potere della narrazione.


Scoprendo che i ragazzi della sua classe non sapevano nulla dell’olocausto ebraico, la Gruwell colse l’occasione per far conoscere loro la storia e, allo stesso tempo, renderli consapevoli di come anche la loro fosse una vicenda di discriminazione che poteva essere raccontata in modo diverso. Di qui partirà l’avventura dei Freedom Writers e della Fondazione che da loro prende nome.


Erin Gruwell, ospite di 21 Minuti nel 2009, è un’insegnante che ha rivoluzionato la vita di migliaia di ragazzi grazie all’educazione alla narrazione che trasforma la vita.


Inizia la sua carriera di insegnante nel 1994 alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, con una classe di adolescenti in una condizione di grave povertà educativa, una classe in cui gli episodi di bullismo grave – e le invettive contro di lei – sono all’ordine del giorno. Erin Gruwell non si scoraggia e nel giro di un anno scolastico riesce a ribaltare completamente la situazione, dando vita ad un movimento tuttora in crescita con migliaia di partecipanti, grazie ad una strategia educativa basata sul potere della narrazione.

Scoprendo che i ragazzi della sua classe non sapevano nulla dell’olocausto ebraico, la Gruwell colse l’occasione per far conoscere loro la storia e, allo stesso tempo, renderli consapevoli di come anche la loro fosse una vicenda di discriminazione che poteva essere raccontata in modo diverso. Di qui partirà l’avventura dei Freedom Writers e della Fondazione che da loro prende nome.




Gruwell insegnò ai ragazzi a raccontare e condividere le proprie storie in un diario. Uno strumento didattico semplice ed estremamente efficace che sfrutta al meglio alcune delle caratteristiche peculiari del cervello degli adolescenti nel quale le regioni legate ai processi affettivi, come l’amigdala e lo striato ventrale, si sviluppano prima delle aree deputate alla valutazione razionale, esponendoli a comportamenti rischiosi, fatto che mostra la necessità di particolare attenzione e cura alla salute mentale degli adolescenti.


Allo stesso tempo, l’adolescenza è portatrice di grandi potenzialità, come scrive Rotem Leshem della Bar Ilan University: “Rispetto ai bambini e agli adulti, gli adolescenti tendono ad essere bravi a riconoscere le informazioni sociali ed emotive, a cercare nuove esperienze, a incontrare nuove persone e ad affrontare diverse sfide. Il rafforzamento delle capacità cognitive durante l'adolescenza accelera l'acquisizione di conoscenze e l'apprendimento di abilità cognitive ed emotive” (1).


In questa cornice, l’apprendimento di tecniche narrative, supporta la capacità di auto-determinare se stessi, raccontando in modo nuovo la propria storia. Attraverso lo strumento didattico del diario, l’adolescente allena quelle capacità di riconoscere informazioni sociali ed emotive, come pure di interpretare in modo più ricco e personale le nuove esperienze, aumentando la sua capacità di affrontare le sfide. Gli adolescenti con cui Erin Gruwell ha dato avvio alla sua attività, hanno imparato ad utilizzare la narrazione per comprendere e condividere le cause più profonde di comportamenti nocivi come il bullismo, acquisendo consapevolezza di sé ed elaborando una visione diversa per la propria vita. Grazie alla messa in atto di una nuova intenzione, la loro storia di degrado e marginalità smetteva di essere un passato destinato a ripetersi per divenire il punto di partenza di una trasformazione. Il cambiamento ha inizio nella consapevolezza di sé.


Supportare lo sviluppo delle abilità interpretative nella narrazione del proprio vissuto, è tra gli scopi per cui Fondazione Paoletti realizza dal 2009 la conference internazionale 21 minuti, ideata da Patrizio Paoletti. A 21 minuti ogni anno Premi Nobel, scienziati, leader, architetti, filosofi, imprenditori, creativi, artisti, sportivi, economisti sono chiamati a condividere la propria narrazione della lor storia di successo e le loro proposte in una prospettiva di sostenibilità. Il loro intervento, che dura esattamente 21 minuti, ha il compito di narrare, attraverso la testimonianza personale, un modello di vita capace di alimentare un nuovo modo di pensare, di vivere e di essere, come nel caso della straordinaria storia di Erin Gruwell.


L'obiettivo è portare l’umanità ad un livello più alto di consapevolezza di sé che possa poi declinarsi nell’elaborazione di soluzioni innovative, contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite per il 2030.

Ascolta il podcast della partecipazione di Erin Gruwell a 21 Minuti!



(1) Rotem Leshem (2016) Brain Development, Impulsivity, Risky Decision Making, and Cognitive Control: Integrating Cognitive and Socioemotional Processes During Adolescence—An Introduction to the Special Issue, Developmental Neuropsychology, 41:1-2, 1-5, DOI: 10.1080/87565641.2016.1187033



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