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Mario Cucinella

Rivoluzione

“La creatività è un luogo sconosciuto, è una grande risorsa ma se è fine a se stessa diventa stravaganza. L’empatia è l’elemento di unione con le persone e l’ambiente, l’empatia creativa è la creatività che diventa utile.”

Architetto di fama internazionale, ha legato molti dei suoi progetti a un’idea di ascolto dell’ambiente naturale e sociale. La sua è un’architettura sostenibile che agisce come re-design, come superamento della realtà.  In Cina ha costruito un grande edificio che abbatte del 30% le emissioni di anidride carbonica. In Italia ha realizzato il prototipo di una casa di 100 metri quadrati che costa 100mila euro e ha progettato una nuova sede aziendale intorno a un tavolo lungo duecento metri, ridisegnando non solo lo spazio, ma anche i flussi di comunicazione e i processi decisionali.

CHI È MARIO CUCINELLA

Mario Cucinella nasce in Italia nel 1960. Dopo la laurea nel 1987 alla facoltà di Architettura di Genova, lavora nello studio di Renzo Piano prima a Genova e poi a Parigi. Nel 1992, insieme alla compagna Elizabeth Francis, fonda a Parigi lo studio Mario Cucinella Architects. Nel 1999 lo studio apre anche a Bologna, sede in cui si sposterà definitivamente qualche tempo più tardi. Sin dai primi passi Cucinella raccoglie importanti riconoscimenti in concorsi e premi internazionali. La sua sfera d’azione è molto ampia, e spazia dall’architettura residenziale e pubblica ai progetti di design industriale, dalle strategie per il controllo climatico ai grandi piani di sistemazione urbana. Coltiva in modo costante e trasversale un interesse specifico per i temi della progettazione ambientale e della sostenibilità in architettura. Non a caso i progetti che escono dallo studio tendono a un ideale di qualità architettonica che integra la sostenibilità, l’etica nei comportamenti e un impatto sociale positivo. Lo studio si avvale di architetti e ingegneri provenienti da diversi paesi e collabora intesamente con le università.

Cucinella è Visiting professor all’Università di Nottingham e tiene regolarmente conferenze in Italia e all’estero. Nel corso di un seminario dal titolo emblematico More with less, ha sostenuto che la ricerca della bellezza architettonica è coniugabile alla sostenibilità ambientale degli edifici. Tre progetti dello studio portati a termine nel 2008 ne sono una dimostrazione eloquente. La nuova sede dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente di Ferrara ottiene un’efficienza straordinaria dei consumi di energia e luce, grazie anche all’uso della cosiddetta quinta facciata (il tetto), su cui si eleva una moltitudine di condotti di luce naturale.

Il Centre for Sustainable Energy Technologies di Pechino, la cui forma spezzata ricorda una lanterna o un paravento della tradizione cinese, grazie ai giardini pensili esposti a sud e agli oltre 1.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, si comporta come una foglia che cattura l’energia solare. La casa 100k è un progetto che ha suscitato interesse anche oltre l’ambiente degli architetti. Non è solo un gradevole edificio contemporaneo di 100 metri quadrati: è una macchina bioclimatica che grazie al fotovoltaico integrato, alle superfici captanti, alla circolazione d’aria interna e alle strategie passive, è a zero impatto di CO2. Ed è inserito in uno schema aggregativo di case componibili che consentono di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi.

INTERVISTA CON PATRIZIO PAOLETTI

INTERVISTA DAL BACKSTAGE

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