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La felicità come scelta che plasma il cervello: l’intervento di Mario Alonso Puig a 21 Minuti



Mario Alonso Puig, medico gastroenterologo e specialista di medicina generale, membro della Harvard Medical School, della New York Academy of Sciences e dell' American Association for Advancement of Science, è stato ospite di Patrizio Paoletti nell’edizione 2011 di 21 Minuti.


21 Minuti è una conference internazionale ideata nel 2009 da Patrizio Paoletti, richiama ogni anno sulla scena Premi Nobel, scienziati, leader, architetti, filosofi, imprenditori, creativi, artisti, sportivi, economisti. Il loro intervento, che dura esattamente 21 minuti, ha il compito di presentare un modello di vita capace di alimentare un nuovo modo di pensare, di vivere e di essere. L'obiettivo è portare l’umanità ad un livello più alto di consapevolezza.


Puig ci offre una prospettiva biologica sulla possibilità di scegliere intenzionalmente la felicità, coltivando ogni giorno l’entusiasmo per plasmare il nostro cervello. Il suo intervento inizia con una storia straordinaria di resilienza, quella di Helen Adams Keller. Nata in Alabama nel 1880, quando aveva 16 mesi si ammalò gravemente e, in conseguenza di questa malattia divenne cieca, sorda e muta. Nonostante le sue limitazioni oggettive, divenne la prima donna nella storia a laurearsi con lode ad Harvard. Quando le venne chiesto in un’intervista: “Signora Keller c'è qualcosa di peggio che essere ciechi?", nella sua risposta Keller sottolineò il potere straordinario della prefigurazione: “Sì, poter vedere, ma non avere visione, perché a seconda di come vedi il tuo futuro, vivi il tuo presente. Se vedi un futuro che ti ispira, allora vivrai ogni giorno con entusiasmo e passione”.





Grazie alle sue competenze altamente specialistiche in campo medico, Puig illustra come la mancanza di speranza produca il rilascio di un neurotrasmettitore nel cervello, chiamato glutammato, insieme all’ormone del cortisolo. Queste due strutture molecolari, quando sono prodotte in modo consistente per un periodo prolungato, provocano la morte di intere reti neuronali.


Al contrario, se crediamo in noi stessi, se riconosciamo che la sfida è una sfida enorme e tuttavia crediamo nella nostra capacità come esseri umani di superare questa sfida, avviene un potenziamento nell’area frontale del cervello. Un’area deputata alla focalizzazione dell’attenzione, alla creatività e all’espressione di intenzionalità.

Non solo. Puig spiega come, mantenendo un atteggiamento positivo, favoriamo la migrazione di cellule staminali nell’ippocampo, una struttura fondamentale per la memoria e la gestione delle emozioni.


Concentrati su ciò che vuoi ottenere, non su ciò che vuoi evitare. Perché dove metti la tua attenzione andranno le tue emozioni e la tua energia – afferma Puig.



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