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Patricia Churchland

La Continuità

“Le ricerche sull'intelligenza artificiale stanno attraversando un periodo rivoluzionario: esiste uno stretto legame tra fenomeni cerebrali e processi mentali.”

Le emozioni sono conseguenza di processi neuronali? La Churchland ne è convinta anche se riconosce che le variabili sono tante e il contesto estremamente complesso. Tuttavia questa prospettiva vanta una certezza: gli agenti chimici svolgono una funzione fondamentale. La neuroscienziata è tra i più brillanti esponenti dell’eliminativismo ed in questo solco concentra da diversi anni la sua ricerca unendo, di fatto, ambiti conoscitivi tradizionalmente tenuti separati.

CHI È PATRICIA CHURCHLAND

Patricia Churchland nasce in Canada nel 1943. Studia alla British in Columbia, alla  Pittsburgh e alla Oxford. She taught philosophy at the University of Manitoba from 1969 to 1984 and is the wife of philosopher Paul Churchland . Dal 1969 al 1984 insegna filosofia presso l’Università di Manitoba. Dall’84 lavora all’Università della California a San Diego dove attualmente è docente al Dipartimento di Filosofia. Insegna, inoltre, come aggiunta presso il Salk Institute per gli studi biologici, dove è anche associata del Laboratorio di Neuroscienza Computazionale.

Ben presto Patricia Churchland concentra gli studi sul rapporto tra neuroscienze e filosofia, analizzando tematiche tipicamente filosofiche come l’intenzionalità o la responsabilità con l’apporto delle nuove scoperte neurologiche. È convinta che per capire a fondo la mente umana si debba comprendere il funzionamento del cervello. Pubblica nel 1986 il suo primo libro intitolato Neurophilosophy. Nel testo la professoressa sostiene una stretta cooperazione tra discipline generalmente considerate indipendenti. La psicologia, l’antropologia, la biologia evoluzionistica e le neuroscienze contribuiscono insieme a dare risposta su grandi interrogativi riducendo lo spazio di una filosofia tradizionalmente intesa a vantaggio di una scienza “incorporativa”.

È presidente dell’ American Philosophical Association (Pacific Division) e la Società di Filosofia e Psicologia. Nel 1991 vince il premio MacArthur, un riconoscimento assegnato non tanto per meriti eccezionali – che comunque debbono essere presenti- ma per le potenzialità di sviluppo e approfondimento che lo studio è in grado di generare successivamente.

 Tutte le sue successive pubblicazioni teorizzano il prevalere dei processi neuronali sulle nostre decisioni. La professoressa sostiene è infatti l’eliminativismo. Una scuola di pensiero che ritiene le percezioni, le idee, le impressioni o i sentimenti degli elementi da rileggere come processi chimici o meccanici. Questo non significa escludere la presenza di altri valori, ma sicuramente nel fare delle ipotesi scientifiche non possiamo non considerare in primo luogo i dati oggettivi relativi alle nuove scoperte.    

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