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Rivoluziona il modo di fare ricerca in biologia molecolare e la scoperta della proteina verde fluorescente gli vale il Nobel per la Chimica nel 2008. Il racconto che la scintilla verde è in grado di narrare apre agli scienziati scenari nuovi e vastissime applicazioni, in primo luogo nella diagnostica di malattie. Un uomo decisamente solare, un ricercatore dotato di un’autorevolezza spiazzante, un leader che ama la musica e lo sport.

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Martin Chalfie

La Speculazione

“Considero il mio percorso inaspettato. Nonostante mi renda conto di quanto abbia pesato la possibilità, la fortuna, l’apporto degli altri e la mia testardaggine.” 

CHI È MARTIN CHALFIE

Martin Chalfie nasce a Chicago nel 1947. Passa un infanzia spensierata, piena di letture e nel 1965 parte per Harvard. Convinto di diventare un matematico si rende presto conto di preferire altri ambiti scientifici e passa così alla biochimica. Non ha delle idee ben chiare riguardo al suo futuro ed include nel suo programma di studio anche il diritto, il teatro e la letteratura russa.

Si laurea nel 1969 e subito dopo svolge diversi lavori temporanei compreso quello dell’insegnamento e di venditore per la sartoria di famiglia. Nel 1971 inizia a lavorare in un laboratorio di ricerca a Yale. Incoraggiato dai suoi primi successi professionali e dalla sua prima pubblicazione scientifica torna a Harvard dove consegue il dottorato nel 1977.

Svolge la sua attività di post-dottorato presso il laboratorio di biologia molecolare a Cambridge e nel 1982 va alla Columbia University per lavorare nel dipartimento di scienze biologiche. In questo periodo lavora con la collega Tulle Hazelrigg, che più tardi diventa sua moglie. Assieme, concentrano gli studi sullo sviluppo e la funzione delle cellule nervose.Hazelrigg was among the first to attach GFP to other proteins, allowing scientists to watch where individual proteins go within a cell simply by watching for the tell-tale green spark.

Nel 1988 a seguito di un seminario da Paul Brehm, Chalfie indaga sugli organismi bioluminescenti. Una ricerca che in pochi anni conduce ad esperimenti cruciali e alla pubblicazione di oltre duecento lavori sul tema. Nel 2004 Chalfie viene eletto alla National Academy of Sciences e prosegue il lavoro di ricerca applicando un approccio multiforme allo studio dello sviluppo delle informazioni molecolari e genetiche. Nel 2008 riceve, insieme a Osamu Shimomura e Roger Y.Tsien, Il Premio Nobel per la Chimica per la scoperta della GFP, la proteina verde fluorescente.

Chalfie utilizza la proteina verde fluorescente come marker di espressione del gene. Ha intuito che,  diversamente da molte altre forme di bioluminescenza, la GFP non ha bisogno di alcun enzima supplementare per creare luce e questo permette agli scienziati di osservare il movimento delle singole proteine all’interno della cellula.

INTERVISTA CON PATRIZIO PAOLETTI

INTERVISTA DAL BACKSTAGE

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